#67 – Camminare sui carboni ardenti

Camminare sulle braci ardenti è un’attività che può sembrare terrificante e impossibile ma che presso molte culture (Grecia, Spagna, Bulgaria, India, Tibet, Sri Lanka, Cina, Giappone, Argentina, Sumatra, Bali e Fiji) rientra da secoli all’interno di rituali mistico-religiosi. La camminata stessa spesso costituisce il culmine di determinate festività religiose, come a Langada, in Grecia, dove ogni 21 maggio si celebrano i santi Costantino ed Elena con l’Anastenaria, un complesso rituale che comprende musica, danze, preghiere, il sacrificio di animali e culmina con una passeggiata sui carboni ardenti. Negli Stati Uniti, e da qualche tempo anche in Europa, però, la “pirobazia” (così si definisce tecnicamente la passeggiata sulla carbonella) è stata trasformata in una delle attività più bizzarre per “motivare” manager ed “espandere il potenziale” di capi d’impresa. L’idea sembra essere che se qualcuno riesce a fare qualcosa di tanto incredibile come passare indenne sopra un letto rovente significa che ha davvero straordinare capacità di leadership. La realtà invece è che la pirobazia è alla portata di chiunque, basta conoscerne le dinamiche termo-fisiche.

Il segreto è nel distinguere la differenza tra temperatura e calore. Questa distinzione non fa parte del normale senso comune, sebbene tutti noi ne abbiamo esperienza nella vita di ogni giorno. Per esempio, cucinando una torta, l’aria del forno, la torta e la teglia, dopo una decina di minuti raggiungono tutti la stessa temperatura, diciamo 220°. Nessuno di solito si preoccupa prima di infilare le mani dentro l’aria calda del forno, mentre sappiamo bene che non dobbiamo toccare la teglia con le dita per non rischiare di ustionarci. Eppure tanto l’aria quanto la teglia sono alla stessa temperatura: 220°. Perché, però, la teglia ci scotta e l’aria del forno no? La risposta risiede nel fatto che materiali diversi conducono il calore a velocità diverse. L’aria, che ha una bassa capacità termica e una scarsa conducibilità, ci sembrerà calda più lentamente rispetto all’alluminio di una teglia, che ha un’alta capacità termica e un’alta conducibilità. La pirobazia si basa sullo stesso principio. Sebbene le braci possano trovarsi a una temperatura veramente alta (di solito tra i 600 e gli 800 gradi centigradi) conducono il calore molto più lentamente di quanto ci aspetteremmo. Perciò, a patto di non passare troppo tempo sulle braci, i piedi in genere non si riscaldano abbastanza per ustionarsi. Anzi, siccome la capacità termica delle braci è bassa mentre quella dei nostri piedi è alta, succede addirittura che le braci si raffreddano quando ci si cammina sopra. È facile capirlo, il colore e l’intensità della luce delle braci infatti ci rivela la loro temperatura: le braci gialle sono più calde di quelle arancioni, che a loro volta sono più calde di quelle rosse e così via. Osservando chi cammina su un letto di braci, quindi, è possibile vedere chiaramente delle impronte scure dove i carboni si sono raffreddati a causa del contatto con i piedi. In un paio di secondi, comunque, la reazione di combustione ripristina la temperatura e l’incandescenza delle braci.

A questo punto, la scelta di camminare sopra le braci sembra più abbordabile, ma la realtà è che comunque, quando ti troverai a piedi scalzi davanti a 10 metri di carboni ardenti, il tuo pensiero non sarà così freddo e lucido mentre leggi queste righe, bensì il tuo cuore pomperà a mille, l’adrenalina salirà dalle tue gambe lungo tutta la schiena e ti sentirai, inevitabilmente, un po’ mistico, un po’ santone e un po’ coglione. Vai, ora, e tocca con “piede” quest’esperienza.

#67 - Camminare sui carboni ardentiGip