#116 – Ridere dove tutti ridono

Nonostante sia un paese ancora in via di sviluppo, nonostante lo stato precario delle strade e dei trasporti, nonostante le condizioni di vita molto difficili a causa della povertà e delle temperature rigide, nonostante gli ospedali siano pochi e in questi pochi non si trattino i casi gravissimi, nonostante tutto, il Bhutan viene considerato uno dei paesi più felici della Terra e dove il sorriso non manca mai dal volto delle persone. Le persone del Bhutan sono molto cortesi, allegre, gentili e oneste ed esiste un codice di comportamento che viene insegnato dalla Scuola Superiore per un’ora ogni giorno a tutti gli alunni/e. Per il Bhutan infatti, la felicità non è casuale, bensì si pone come un obiettivo politico. Dopo essere salito al trono come quarto re del Bhutan nel 1972, Jigme Singye Wangchuck ha portato come priorità il concetto di Felicità Interna Lorda (FIL) e lo ha posizionato sopra il prodotto interno lordo (PIL) come misura essenziale di benessere per i bhutanesi, sostenendo che la salute, l’istruzione e la giustizia erano necessari per una Nazione in fase di sviluppo. Il figlio, Jigme Khesar Mangyal Wangchuck, che gli succedette nel novembre del 2008, si è impegnato a portare avanti questa politica.

La Felicità Interna Lorda del Bhutan si misura dal modo in cui l’ambiente naturale è il sostegno del popolo, la misura in cui le comunità e le famiglie rimangano intatte e fiorenti, non solo economicamente ma anche culturalmente, e da relazioni dei suoi cittadini sui propri livelli di felicità. I bhutanesi, così come molti osservatori esterni, sostengono che il segreto della loro felicità stia nella sicurezza della loro comunità, della parentela e delle relazioni familiari, e in uno stile di vita autosufficiente. La loro tradizione spirituale buddista, che considera il desiderio la causa principale dell’infelicità,  ispira la loro vita quotidiana. Oltre a questo, il Bhutan mira a diventare anche il primo paese biologico al 100%, lo Stato sta infatti tentando di effettuare la transizione al solo impiego di metodi di produzione agricola biologica.

Il Bhutan (chiamato dai locali Druk Yul, “Terra del Drago“) è situato sulla catena Himalayana, ha un’estensione in lunghezza di 300km e in larghezza di 150km e una superficie totale di 46.500kmq, (circa come la Svizzera, per avere un’idea più chiara). La sua popolazione conta circa 700.000 individui, a nord/ovest confina con il Tibet e per il resto confina con l’India. Quasi l’intera totalità del Bhutan è montuosa e si arriva ad un massimo di altitudine di 7541 m con il maestoso Gangjhar Puensum sul confine tibetano. Il 20% del paese è coperto da nevi perenni e molte delle montagne del Bhutan non sono mai state attraversate da esseri umani (il Governo infatti vieta lo scalare in quanto potenzialmente pericoloso per la vita degli scalatori) e non hanno neppure un nome. Il Bhutan è l’unica nazione al mondo la cui religione di Stato è il Buddhismo cosiddetto Vajrayana e ad oggi è l’unica nazione al mondo nella quale si può osservare in azione l’autentico Buddhismo tibetano, il quale è intessuto in ogni aspetto della società e dei costumi. Il Buddhismo Vajrayana è considerato l’ultimo passo tra gli insegnamenti del buddhismo tibetano e in passato il suo insegnamento era riservato per pochi eletti scelti accuratamente dal maestro.

Il sorriso sincero che riuscirete a fare in un Paese come il Bhutan, sarà un sorriso con un valore totalmente diverso rispetto ai sorrisi che avete fatto finora e avrete la sensazione di non essere mai stati realmente felici prima di allora. Andate in Bhutan e, privi di aspettative di ogni genere, lasciatevi semplicemente trasportare dalla felicità e dalla serenità dei suoi abitanti, sarà un’esperienza che vi aprirà una nuova porta dietro la quale scoprirete una luce nuova. Totalmente inaspettata.

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