#112 – Festival Vegetariano di Phuket

Il festival vegetariano di Phuket è una festività cinese che si tiene nell’isola di Phuket (Thailandia) ed è una di quelle occasioni per vedere una nazione, adeguatasi allo stile occidentale e al turismo, tornare a quel mistero e misticismo tipico delle antiche filosofie orientali. La festa si tiene durante il nono mese lunare cinese ed è credenza che i suoi riti sacri portino fortuna a chi partecipa e a chi assiste al rito religioso. Durante i 10 giorni del festival, tutti partecipanti devono rispettare rigorosamente una dieta vegetariana o vegana, astenersi da ogni vizio (quale sesso o alcool), non mangiare carne o uccidere animali; tutto questo per purificarsi nel corpo e nello spirito. Il festival promuove quindi l’igiene e la luminosità e la pace interiore. Il pomeriggio prima dell’inizio del festival una grande asta (Go Teng) viene sollevata in ogni tempio e in ogni santuario cinese, per invitare gli Dei a scendere. A mezzanotte nove lanterne verranno appese all’asta per celebrare l’inizio della festa e per invitare due divinità importante a prendere parte alla cerimonia: Yok Ong Hong Tae e Kiew Ong Tai Tae.

Durante il periodo di festa si può assistere a diverse cerimonie, per lo più tenute nei santuari, ma anche in processioni di strada. Ad esempio l’invocazione degli Dei Lam Tao per i viventi e Pak Tao per i morti. Durante le cerimonie il canto Maa (Ma Song) permette di manifestare agli eletti (che si dividono in prescelti e posseduti dagli dei per le loro qualità morali e coloro che hanno avuto presagio di sventura imminente e vogliono estendere la loro vita) poteri soprannaturali che gli consentono di infliggersi auto torture per spostare il male dagli altri individui verso se stessi e garantire fortuna a tutta la comunità. Tra le varie la camminata sui carboni ardenti, la balneazione nell’olio bollente e l’arrampicata sulla scala con le lame. Il rito più caratteristico rimane quello della flagellazione, dove sin dall’alba i giovani eletti entrano in uno stato di trance intonando una cantilena e vestendo grembiuli recanti simboli Taoisti pronti per partire per la processione trafitti nelle guance, nei capezzoli e altre parti del corpo con i più disparati oggetti. I posseduti non sentirebbero il dolore e alla fine non mostrerebbero segni di danni reali.

Tutto il festival è accompagnato dal suono dei tamburi e dai rimbombi dei fuochi d’artificio, che vengono lanciati all’improvviso in mezzo alla folla dato che il rumore allontana gli spiriti maligni. La conclusione del festival avviene con una cerimonia in tutti i templi e santuari (Sadoh Kroh) e il saluto agli Dei, nel momento dove i fuochi d’artificio sono più forti e numerosi.

L’origine del Festival: si narra che nel 1825, quando ancora Kathu era ricoperta da una fitta foresta, un gruppo itinerante di attori teatrali cinesi fu richiamato per degli spettacoli rivolti ai minatori cinesi che lavoravano nelle miniere di stagno. La febbre era diffusa, ma la causa della misteriosa malattia che aveva colpito tutta la compagnia fu attribuita al fatto di non aver onorato nel modo giusto i nove Dei del Taoismo. Venne allora somministrata loro una dieta vegetariana per onorare due divinità: Kiew Ong Tai e Yok Ong Sone. Nel giro di una settimana l’epidemia scomparve, con molta curiosità e interesse degli abitanti locali, che cominciarono a imitare i cinesi istituendo una cerimonia annuale dove consumare esclusivamente vegetali. Il merito di questa miracolosa guarigione fu infatti attribuito a questa dieta e venne istituita la festa con l’obiettivo di portare fortuna ai singoli e alla comunità, e che perdura ancora ai giorni nostri.

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